PICCOLI GRANDI EVENTI AL GIOVANNI DA UDINE

Ad  Udine una interessante conferenza concerto per ricordare Victoria de los Ángeles nel centenario dalla nascita.

 

Il Teatro Giovanni da Udine ha inaugurato, venerdì 27 ottobre, alle 17.30, la rassegna ‘PICCOLI GRANDI EVENTI,interessante serie di incontri dedicati al mondo della canzone, nella accezione più ampia e partendo dai lieder .

Si tratta di una delle tante iniziative volute dalla direttrice artistica delle sezioni Musica e Danza, Fiorenza Cedolins, artista eclettica, che ha saputo in pochi mesi aprire  suggestivi percorsi musicali in un teatro che con lei sta trovando una identità di grande interesse.

Il primo incontro era dedicato a Victoria de los Ángeles, soprano spagnolo di cui si celebrano i cent’anni dalla nascita.

Per parlarne è arrivato da Barcellona il co-fondatore della Fundacio’ Victoria de Los Ángeles: Jorge Binaghi, intellettuale raffinato e delicato, critico affidabile ed onesto,  che ha saputo pastellare con garbo e misura un ritratto autentico e commovente della cantante .

Ha parlato delle sue origini umili, mai occultate, ma anzi esaltate nella componente delle canzoni popolari sempre presenti nei suoi concerti.

Ha ricordato l’orrore della Guerra Civile, vissuta da giovanissima.

Ha parlato degli anni spensierati della giovinezza e di quelli pesati segnati da un matrimonio fallito, la perdita di un figlio e la necessità di confrontarsi con l’handicap grave dell’altro, di cui, ricorda  commosso Binaghi, lei era orgogliosissima.

Si capisce d’un tratto la malinconia che vela i ritratti della cantante, quel sorriso che non riesce mai ad essere rilassato.

Si coglie all’improvviso il senso profondo delle sue interpretazioni, così sofferte ed intense.

Al punto che l’artista dovette cancellare dai suoi concerti alcuni cavalli di battaglia, man mano che il carico emotivo che riversava sui singoli pezzi si faceva intollerabile.

Diventano gioielli preziosi, adesso che conosciamo meglio l’artista e la donna, gli accenni di sorriso che appaiono fugaci nei bei filmati di repertorio proposti da Binaghi, che ancora una volta, per ricchezza d’informazioni ed eleganza , trasforma il suo intervento in una lezione di stile.

Una scelta preziosa, quella della direzione artistica, di aver ricordato la figura di un’artista delicata e raffinata, che nel corso di una carriera lunghissima ha dimostrato il valore taumaturgico di passione ed Arte, ha difeso il diritto all’unicità e rifiutato le trappole dell’omologazione.

La seconda parte della serata era dedicata alla musica dal vivo, con la coppia formata dal  pianista Alessandro Del Gobbo ed il soprano Gaja Vittoria Pellizzari, che hanno proposto brani in qualche modo legati al mondo musicale della de los Ángeles.

Il brano di apertura è stato ‘Ridente la calma’, di Mozart, che ha consentito alla Pellizzari di mostrare un colore molto personale, una tecnica decisamente sicura un centro solido ed omogeneo, che le permettono di cesellare una lettura elegante e melanconica.

Molto accurata l’esecuzione di ‘Che fa il mio bene’ di Beethoven, che consente di mettere in evidenza una interessante tavolozza di sfumature.

La Pellizzari, allieva dell’apprezzato soprano Annamaria Dell’Oste, prosegue nell’articolato programma, proponendo un suggestivo Schumann, un Wagner cantato con una coraggiosa componente interpretativa, per arrivare ad una commovente versione di ‘Wiegenlied’ di Brahms, una delle vette del concerto.

Inserirlo nel programma è stato decisamente coraggioso, visto che era uno dei brani presenti nei video interpretati dalla signora de los Ángeles, ma, evitando imitazioni e scimmiottature, il giovane soprano friulano ha saputo proporre una sua lettura, credibile e personale, struggente e garbata, sicuramente poetica.

Bravissimo Del Gobbo nel brano solistico ‘Gretchen amSpinnradedi  Liszt / Schubert , che gli permette di mettere in evidenza tecnica sicura, posta al servizio di una narrazione musicale suggestiva, ricca di sfaccettature .

La seconda parte  della serata include Schubert, con una misurata e garbata esecuzione di ‘Da quel sembiante appresi’; il rossiniano ‘Dal quel sembiante appresi’ che viene profumato d’ironia; un ‘Se tu m’ami’ di Parisotti dalla multicolore tavolozza.

‘Povera me’ di Viardot, viene portata a termine con apprezzata professionalità, con grande rigore espressivo, solida intonazione, nonostante qualche impercettibile colpo di tosse, che non è riuscito a mettere il bastone fra le ruote alla brava cantante.

Il concerto si chiude con una canzone classica spagnola ‘El Vito’, che  apre alle atmosfere più ironiche e divertite dei primi tre bis, cui segue, a chiusura della serata, una nuova esecuzione, richiesta espressamente dalla Signora Cedolins, della ‘Ninna Nanna’ di Brahms.

Per tutti applausi abbondanti e sinceri, da una platea che annoverava rappresentanti del Conservatorio Tartini di Trieste, di quello di Udine, di alcune penne storiche della critica teatrale e di tanti studenti di musica a premiare, oltre che gli interpreti, una grande iniziativa, coraggiosa e controcorrente.

In un tempo di bilanci rigidissimi e di manager che pianificano le stagioni a colpi di calcolatrice, vedere che una  direzione artistica ha il coraggio di mettere al primo posto la diffusione dell’arte, la semina della passione, la tutela dei giovani e la difesa dei grandi modelli , non può che essere gratificante e motivo di riflessione profonda.

La signora Cedolins è stata magnifica padrona di casa, ma ha saputo fare un passo indietro per non togliere attenzione alla proposta di Binaghi, ha saputo stare dietro le quinte sostenendo le giovani leve del territorio, è diventata protettiva quando ha offerto loro la possibilità di incontrare il pubblico, in un dopo concerto che era al tempo stesso cenacolo e convivio.

In un tempo difficile e drammatico come quello che stiamo vivendo, dimostrare che si guarda al Teatro come ad un uno strumento per la rifondazione del mondo  è già magnifica ed autentica Opera d’Arte, che speriamo il pubblico friulano, ma non solo, abbia la voglia ed il piacere di sostenere.

La rassegna è continuata la stessa sera con il piacevole concerto di Stefania Seculin, che ha percorso con garbo e misura un secolo di canzoni, da ‘A Vucchella’ ad ‘Over the Rainbow’, superando le divisioni fra i generi musicali e guadagnandosi l’apprezzamento dei presenti.

Gianluca Macovez

 

QUANDO LA CANZONETTA DIVENTA UN CLASSICO? IL LIED

Conferenza concerto

Relatore   JORGE BINAGHI

Soprano  GAJA VITTORIA PELLIZZARI

Pianoforte  ALESSANDRO DEL GOBBO

 

QUANDO LA CANZONETTA DIVENTA UN CLASSICO? LE CANZONI

Conferenza concerto

Mezzosoprano  STEFANIA SECULIN

Pianoforte  ELEONORA LANA

 

Teatro Giovanni da Udine, 28 ottobre 2023

 

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