Giulietta e Romeo di Vaccaj inaugura il 44° Festival della Valle d’Itria

Giulietta e Romeo di Vaccaj inaugura il 44° Festival della Valle d’Itria

 

Saranno Leonor Bonilla e Raffaella Lupinacci a vestire i panni dei due amanti di Verona

Sul podio dell’Orchestra Accademia Teatro alla Scala Sesto Quatrini

La regia è affidata a Cecilia Ligorio

Palazzo Ducale, Martina Franca, 13 luglio ore 21 (repliche 15 e 31 luglio)

Si apre all’insegna del belcanto la 44esima edizione del Festival della Valle d’Itria con Giulietta e Romeo di Nicola Vaccaj, in scena nell’Atrio di Palazzo Ducale a Martina Franca venerdì 13 luglio (con repliche il 15 e il 31 luglio). Gioiello del repertorio belcantista del 1825, Giulietta e Romeo è proposta a Martina Franca nell’edizione critica a cura di Ilaria Narici, edita da Casa Ricordi. Dirige l’Orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala e il Coro del Teatro Municipale di Piacenza Sesto Quatrini, bacchetta già apprezzata sul podio del Festival l’anno scorso per Un giorno di regno di Verdi. La regia è affidata a un altro talento , Cecilia Ligorio, che nel 2016 per il Festival ha curato l’allestimento della prima in epoca moderna dei Baccanali di Steffani. Il cast è composto dal soprano Leonor Bonilla (Giulietta), dal mezzosoprano Raffaella Lupinacci (Romeo), dal tenore Leonardo Cortellazzi (Capellio), dal soprano Paoletta Marrocu (Adele) e dai baritoni Vasa Stajkic (Tebaldo) e Christian Senn (Lorenzo). Scene, costumi e luci sono stati realizzati rispettivamente da Alessia Colosso, Giuseppe Palella e Luciano Novelli. La recita del 31 luglio sarà trasmessa in diretta su Radio 3 Rai.

«Il mio lavoro è partito dal pensiero sul lutto e la natura dell’amore – dice la regista –, ma ha dovuto fare i conti con le aspettative che la storia di Giulietta e Romeo crea. Se qualcuno infatti ci domandasse: “Quali sono le prime cinque cose che ti vengono in mente se ti dico Giulietta e Romeo?”, sono certa che tra esse, oltre all’amore proibito, al tragico suicidio e alla guerra tra famiglie rivali e Verona, ci sarebbe il famoso balcone indipendentemente dal fatto che nella versione di Vaccaj la scena del balcone non esista proprio. Ho chiesto ai miei collaboratori di giocare e mettere insieme tutte queste istanze: alla scenografa Alessia Colosso ho chiesto di immaginare uno spazio che raccontasse il potere di questo padre-padrone, all’interno del quale però esistesse lo spazio del segreto di Giulietta, dove poterla spiare nella sua intimità dall’inizio. Per quanto riguarda i costumi – prosegue Ligorio –, lo studio di Giuseppe Palella si è basato sull’osservazione e la reinterpretazione delle tradizioni mediterranee. Uno sguardo materico, appassionato e viscerale, ma contemporaneamente sensibile, in cui ogni dettaglio non solo è ricco di bellezza e amore per i personaggi dolenti di questa storia, ma ci aiutata a crederli reali».

«Nell’opera di Vaccaj ogni personaggio è tratteggiato con una sorta di leitmotiv – dice Sesto Quatrini – In questo senso, quello di Giulietta può essere facilmente individuato da chiunque conosca la storia dei due amanti veronesi: i temi e le linee vocali esprimono la natura dolce del personaggio attraverso un andamento orizzontale che sale all’acuto e che induce ad un’emissione gentile del canto. Le linee di Romeo sono in alcuni casi più spavalde, in altri delineano le caratteristiche emotive di un’adolescenza amorosa. Capellio è il personaggio negativo e la sua vocalità, che rimanda a un virtuosismo quasi rossiniano, si addice al suo essere spietato. La scrittura vocale di Vaccaj è un ibrido tra una visione belliniana e rossiniana del canto e proprio per questo la trovo unica».

Come ogni anno, il Festival ha proposto l’opera inaugurale in anteprima per i giovani sotto i trenta anni, registrando oltre 450 richieste, in netto aumento rispetto alle edizioni precedenti.

Quella di Romeo e Giulietta è probabilmente la storia d’amore più nota nella tradizione letteraria occidentale e affonda le sue radici nelle Metamorfosi di Ovidio con la vicenda di Piramo e Tisbe per poi trovare la massima diffusione con la tragedia di Shakespeare. Amata dal pubblico, nel corso dei secoli è stata scelta come soggetto da tanti compositori fra i quali Nicola Vaccaj (1790-1848) che, con la sua opera Giulietta e Romeo, crea un manifesto del belcanto italiano. Contemporaneo di Rossini, Bellini e Donizetti, Vaccaj è stato uno stimato teorico e didatta del canto, celebre il suo Metodo pratico di canto italiano da camera. Su libretto di Felice Romani, Giulietta e Romeo va in scena per la prima volta al Teatro della Canobbiana di Milano nel 1825 con recitativi secchi. Dieci anni più tardi, sempre nella città lombarda ma al Teatro alla Scala, il titolo torna in una nuova versione con recitativi accompagnati: nel ruolo di Romeo, Maria Malibran, cantante con un ruolo decisivo per la storia di questo titolo e per il suo finale: è infatti nota la vicenda secondo la quale la Malibran suggerisce prima e poi ottiene la sostituzione dell’ultima scena della partitura di Bellini dei Capuleti e Montecchi con quella di Vaccaj, il “finale Vaccaj”, in occasione di una messa in scena bolognese del 1832, scelta che trovò consenso e impiego durante tutto l’Ottocento.

Biglietteria

I biglietti hanno un costo da 10 a 60 euro (ridotto per under30 e over65).

Sono in vendita online sul sito bookingshow.it

La biglietteria di Martina Franca sarà aperta dal 2 luglio –biglietteria@festivaldellavalleditria.it

Informazioni

Centro artistico musicale “Paolo Grassi”

Tel. 080 4805100 / 080 4307259 (dal lunedì al venerdì, ore 10-13)

info@festivaldellavalleditria.it

Giulietta e Romeo di Vaccaj
Giulietta e Romeo

13, 15 e 31 luglio 2018 ore 21.00

Martina Franca, Palazzo Ducale

 

GIULIETTA E ROMEO

Dramma in due atti di Felice Romani

Musica di Nicola Vaccaj

Revisione sull’autografo di Ilaria Narici e Bruno Gandolfi

Edione Casa Ricordi, Milano

Capellio                                  Leonardo Cortellazzi

Giulietta                                               Leonor Bonilla

Romeo                                          Raffaella Lupinacci

Adele                                                 Paoletta Marrocu

Tebaldo                                                          Vasa Stajkic

Lorenzo                                                    Christian Senn

Direttore                                 Sesto Quatrini

Regia                                      Cecilia Ligorio

Scene                                      Alessia Colosso

Costumi                                  Giuseppe Palella

Luci                                        Luciano Novelli

Orchestra Accademia Teatro alla Scala

Coro del Teatro Municipale di Piacenza

Maestro del Coro Corrado Casati

 

Maestro di sala                                                                                            Vincenzo Rana

Maestri collaboratori                   Anastasia Gromoglasova, Stefano De Laurenzi

Direttore di palcoscenico                                                                                      Grazia Nigri

Maestri di palcoscenico                                  Giulia Palmisani, Riccardo Buttafuoco

Maestro alle luci                                                                                             Valeria Zaurino

Assistente al direttore d’orchestra                                                                 Grabriele Cerilli

Assistente alla regia                                                                                              Lisa Capaccioli

 

Scenografia                              Silvano Santinelli Scenografie S.r.l.

Attrezzeria                              Laboratorio Festival della Valle d’Itria

Costumi                                  Farani Costumi Teatro Cine Tv S.r.l.

Parrucche                                                                    Audello Teatro S.r.l.

Calzature                                                                                        C.T.C. S.r.l.

 

Photo©Fabrizio Sansoni

FESTIVAL DELLA VALLE D’ITRIA 2018

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