DON PASQUALE
Opera in tre atti di G. Donizetti
16 LUGLIO 2025
GIARDINI STORICI DELLA REGGIA DI COLORNO
Personaggi e interpreti:
Don Pasquale, vecchio celibatario: Alessandro Ceccarini, basso
Dottor Malatesta, medico e amico: Andrea Cortese, baritono
Ernesto, nipote di Don Pasquale: Nicola Di Filippo, tenore
Norina, giovane vedova: Sonia Peruzzo, soprano
Un notaro: Gregorio Pedrini
Corale “Il Pellegrino” diretta dal M° Gregorio Pedrini
Orchestra “Cantieri d’arte” diretta dal M° Lorenzo Bizzarri
Regia di Eddy Lovaglio
Seconda opera in cartellone al “Summer Reggia Opera Festival” di Colorno, dopo il successo del “Rigoletto”, è il dramma giocoso di Donizetti “Don Pasquale”. Si tratta di un vero e proprio gioiello musicale del teatro Ottocentesco, un capolavoro che Donizetti compose in soli undici giorni e affermò: “Quando un soggetto è piacevole, il cuore parla, la mente galoppa e la mano scrive…”
Il cast per la recita del 16 luglio (ore 21.30), nei giardini storici della Reggia di Colorno, è formato da artisti che hanno interpretato questo ruolo più volte su diversi palcoscenici italiani ed esteri, eccezione fatta per il giovane Nicola Di Filippo che debutta il ruolo di Ernesto e che nel 2020 ha vinto il prestigioso Concorso di Canto del Teatro Lirico Sperimentale, quindi una giovane promessa della lirica. Mentre il ruolo del titolo sarà interpretato da un veterano, il basso Alessandro Ceccarini, e così pure il ruolo del dottor Malatesta e di Norina, rispettivamente interpretati dal baritono Andrea Cortese e dal soprano Sonia Peruzzo.
Agli interpreti si richiede versatilità e prontezza di spirito, l’opera buffa è tutt’altro che facile da interpretare proprio perché i personaggi devono esprimere quell’umorismo scenico e vocale che fa la differenza per la buona riuscita della rappresentazione. E’ un umorismo crudele per la verità perché l’anziano Don Pasquale, benestante e che ricorda l’Avaro di Molière, non vuole lasciare le sue ricchezze al giovane nipote Ernesto e decide di diseredarlo perché il giovane è innamorato di Norina che non ha un soldo.
L’allestimento è nella tradizione e l’azione si svolge a Roma, in special modo nella casa del ricco Don Pasquale, agli inizi del XIX secolo. Eddy Lovaglio, regista, afferma: “L’azione potrebbe svolgersi in qualsiasi abitazione ed in qualsiasi epoca, per questo i costumi non saranno rigorosamente Ottocenteschi. Le storie legate all’eredità di fatto sono sempre attuali e ciò che accade nell’opera di Donizetti capita anche ai nostri giorni. Come in tutte le opere buffe c’è un personaggio che trama ed escogita il sistema per mettere in atto una colossale burla, proprio come Figaro nel Barbiere di Siviglia. Qui a farne le spese è appunto Don Pasquale ma per riuscire a coinvolgere il pubblico la regiadeve basarsi sulla buona interpretazione dei personaggi e quindi la cosa più difficile per un regista, in questo caso, è capire quali possono essere le azioni sceniche più efficaci rispettando l’indole di ogni cantante. E ovviamente la scelta del cast fa la differenza”.
La burla ai danni di Don Pasquale è quella di convincerlo a prender moglie e Donizetti affida a Norina la morale della storia quando pronuncia le parole: «Ben è scemo di cervello / chi s’ammoglia in vecchia età». E’ una spietata verità ma la risata dovrebbe essere assicurata.

