L’opera da camera all’associazione Udine Classica

Sabato scorso è andata in scena, al Teatro Palamostre di Udine, una interessante serata dedicata all’opera da camera contemporanea.

 

L’evento, in collaborazione con il Puccini International Opera Composition Course di Lucca, si svolgeva nell’ambito della rassegna ‘Oltre il confine’, a cura dell’associazione Udine Classica, che in questi giorni ha organizzato tre concerti dedicati alla musica contemporanea da camera in varie locations cittadine. Il concerto proponevatre pregevoli lavori originali di giovani compositori emergenti.

La prima composizione in programma era ‘Jenseits’ (Al di là’) del musicista lucchese Girolamo Deraco, che consisteva in cinque piccoli lieder su frammenti di Friederich Nietzsche. Le cinque composizioni (Der Liebe; Der Irrsinn; Jenseits; Der Abgrund; Reife des Mannes), su brevi frasi del filosofo tedesco riguardanti i temi dell’amore e della follia, erano cucite insieme in una mini-trama che ambientava l’intera opera nel contesto di una seduta psicanalitica. I temi forse non sono più così originali, ma la musica, sapientemente composta e armonizzata, nel solco della grande tradizione liederistica tedesca degli Schönberg e dei Berg, rendeva bene le sfumature del testo. La scena era essenziale ma efficace:due sedie (per il paziente, baritono, e lo psicoanalista, interpretato dall’attore Alessandro Bianchi, che curava anche la regia), con un quadro di Schiele come fondale. Forse si poteva usare meglio lo spazio scenico, visto che l’azione si svolgeva quasi tutta solo sulla metà sinistra del palco, lasciando il resto scoperto.

Il secondo lavoro, ‘Io, Moro’, su musica e libretto di Lorenzo Petrizzo, anch’egli di Lucca, era incentrato sull’attentato allo statista democristiano Aldo Moro. La composizione era organizzata come una breve conversazione telefonica fra il brigatista Valerio Morucci (che interveniva attraverso frammenti originali della telefonata con cui, il 9 maggio 1978, comunicò la morte del politico) e del Prof. Tritto (l’assistente di Moro che ricevette la telefonata, qui baritono). Il pezzo,intenso e toccante, suonava come una lamentazione funebre che poi si trasformava in invettiva fra il civile e il religioso, riecheggiando la forma musicale degli improperia del VenerdìSanto, per poi chiudersi con la famosa frase del politico democristiano ‘se ci fosse luce sarebbe bellissimo’. L’atmosfera era cupa e suggestiva, con la scena spoglia costituita dalle sole quinte e fondale neri. Il baritono, sul fondo, dietro un velo nero, illuminato da un’unica luce bianca, cantava ora a voce scoperta ora raddoppiato da una voce registrata, con sonorità che a tratti ricordavano la liturgiabizantina e ortodossa. Il canto era intervallato dalla registrazione della telefonata di Morucci a Tritto (preparata dai sound designers Alberto Gatti e Michael Nannini).

Entrambi i pezzi erano eseguiti dal giovane baritonoFrancesco Lombardi. Egli sfoggiava una bella voce, scura, sonora, ben emessa e ricca di affascinanti sfumaturetimbriche. Il cantante dominava con disinvoltura brani caratterizzati da una scrittura spesso impervia che lo lasciava frequentemente esposto. Unico appunto, la pronuncia tedescain ‘Jenseits, su cui c’era più di qualcosa da migliorare. Il maestro Petr Yanchuck, al pianoforte, lo accompagnava con maestria e bel suono.

La serata si chiudeva con ‘Crucis Verba’ della compositrice udinese Maria Beatrice Orlando, su libretto dell’autrice e di Riccardo Cepach e per la regia di Alessandro Bianchi. La composizione era incentrata sulla storia di Lucia Joyce, figlia del grande scrittore irlandese James, e per alcuni anni amante del suo assistente Samuel Beckett, che poi la lasciò per la moglie, aggravando la già precaria salute mentale di Lucia, che morì sola nel 1982 nel manicomio di Northampton. La vicenda ha del tragico, ma la musica non cedeva mai al lamentoso, rimanendo sempre leggera, eterea come la danza, arte in cui Lucia Joyce eccelleva. La scrittura musicale si caratterizzava per lelegante linea melodica, che diventava poi via via sconnessa e infarcita di cromatismi per dare il sensodella malattia mentale della protagonista. L’accompagnamento strumentale per pianoforte e percussioniera giocato su affascinanti armonie impressioniste alla Debussy e alla Satie, intervallate da melodie popolari triestine che rendevano perfettamente l’atmosfera del luogo e del tempo in cui la vicenda era ambientata. La mise en scène eraanche qui sobria ma efficace, con pochi oggetti sul proscenio ed evocative proiezioni di foto in bianco e nero di Trieste e, sul finale, del manicomio in cui Lucia Joyce moriva.

Il ruolo della protagonista era interpretato dal mezzosoprano Simona Mastropasqua, che si faceva notare per l’intensità emotiva e l’ottima presenza scenica. Sul piano vocale la prestazione era generalmente buona anche se a volte l’emissione avrebbe potuto essere più avanti e la dizione più chiara, e vi erano alcune note non del tutto a posto. La scena era ben completata dalla danzatrice Valentina Saggin, i cui movimenti accompagnavano i vari passaggi della vicenda della protagonista, sottolineandone le sfumature emotive. Bene l’accompagnamento strumentale del maestro Peter Yanchuck, al pianoforte, e dei maestri Felice Di Paolo e Francesco Tirelli alle percussioni. Alla fine applausi per tutti.

 

La recensione si riferisce al concerto del 22 luglio 2023.

Kevin De Sabbata

 

Jenseits

di Girolamo Derraco

Cinque piccoli lieder su frammenti di Friedrich Wilhelm Nietzsche

Regia Alessandro Bianchi

Baritono Francesco Lombardi

Psicanalista Alessandro Bianchi

Pianoforte Petr Yanchuk

Io, Moro

di Lorenzo Petrizzo

Minimodramma, operazione telefonica per baritono e fixed media

Regia Girolamo Derraco

Baritono Francesco Lombardi

Pianoforte Petr Yanchuk

Sound Designers Alberto Gatti e Michael Nannini

 

Crucis Verba. Luica Joyce e la danza sull’Ulisse

di Maria Beatrice Orlando

libretto di Riccardo Cepach e Maria Beatrice Orlando

Regia Alessandro Bianchi 
Mezzosoprano Simona Mastropasqua

Danzatrice Valentina Saggin

Pianoforte Petr Yanchuk

Percussioni Felice Di Paolo e Francesco Tirelli

Sound Designers Alberto Gatti e Michael Nannini

Udine

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