Teatro Regio Torino: l’Orfeo di Monteverdi debutta a Torino

Teatro Regio Torino: l’Orfeo di Monteverdi debutta a Torino

Antonio Florio con la Cappella Neapolitana portano “L’Orfeo” di Monteverdi per la prima volta al Teatro Regio di Torino

Comunicato stampa del 12/03/2018

Il musicista napoletano e il suo ensemble storico interpretano uno dei primi esempi di teatro d’opera giunto intatto sino a oggi dal debutto a Mantova nel 1607

Ci sarà Antonio Florio con la Cappella Neapolitana a guidare musicalmente la nuova produzione dell’Orfeo di Claudio Monteverdi – “l’opera delle opere”, il capolavoro da cui tutto ha avuto origine nel 1607 – per la prima volta al Teatro Regio di Torino martedì 13 marzo (ore 20, repliche il 15, 17, 18, 21 marzo).

Dopo trent’anni di studio e sperimentazione, esecuzioni e quasi cinquanta incisioni discografiche di riferimento internazionale per la riscoperta e valorizzazione del repertorio antico, quella che era la Cappella della Pietà dei Turchini – fondata dal napoletano Antonio Florio nel 1987 – entra nel cuore di una delle più importanti fondazioni liriche italiane per fondersi con l’Orchestra stabile e interpretare il capolavoro di Monteverdi, per un nuovo tassello del progetto dedicato al repertorio barocco dal teatro torinese.

Da un paio di anni, quel gruppo di “coraggiosi pionieri” che, dalla fine degli anni Ottanta, ha cominciato a far conoscere tesori musicali rimasti silenti per secoli, ha assunto la denominazione di Cappella Neapolitana, mantenendo comunque intatto organico e collaboratori storici che da sempre portano avanti un percorso culturalmente esaltante e didatticamente di assoluto rilievo che ha contribuito anche alla formazione di un’intera generazione di musicisti avviati alla “musica antica”.

foto di Antonio Florio
Antonio Florio

«È molto impegnativo portare oggi in scena il capolavoro monteverdiano all’interno di una stagione lirica tradizionale – sottolinea Antonio Florio – ma il Teatro Regio conduce da anni un importante lavoro per la proposta del repertorio antico, con una importante partecipazione musicale e di pubblico. L’organico col quale eseguiremo L’Orfeo comprende gli archi del Teatro torinese, la sezione di basso continuo e i flauti della Cappella Neapolitana, gli altri strumenti a fiato dell’ensemble La Pifarescha. L’esecuzione si basa sull’edizione critica della Bärenreiter a cura di Rinaldo Alessandrini che è ottima e molto accurata nella restituzione delle indicazioni di “numerica” (cioè di realizzazione del basso continuo) che proprio nell’opera di Monteverdi sono caratteristiche di uno stadio fortemente sperimentale, di un momento storico in cui gli altri maestri del madrigale – come per esempio Gesualdo – erano ancora attivi, influenzando col loro linguaggio la praticabilità di alcune soluzioni con note estranee e talora anche dissonanti rispetto a quelle del basso continuo che presto sarebbe divenuto convenzionale. Se si considera quanta parte dell’opera si basi su questa tecnica compositiva, la considerazione non è di poco conto. Dopodiché il “teatro” e la potente drammaturgia monteverdiana saranno ovviamente al centro della lettura interpretativa, sostenuta da cantanti molto noti sulla scena “barocca” (come Roberta Invernizzi e Monica Bacelli) e da cantanti le cui caratteristiche si adattano in modo ideale a questa musica (come Andrea Borgioni che sarà Orfeo e Luca Tittoto invece Plutone). Per un interprete abituato a suonare con un ensemble interamente “antico”, una soluzione come quella torinese è un’occasione molto interessante e che non tutti gli altri teatri possono offrire, poiché proprio nell’organico torinese ci sono strumentisti che coniugano la pratica del repertorio classico-romantico e moderno con quella del barocco, riuscendo a integrarsi bene in un simile progetto».

Questa nuova produzione del Regio di Torino è visivamente affidata al regista Alessio Pizzech, le scene sono firmate da Davide Amadei, i costumi di Carla Ricotti, la coreografia è di Isa Traversi e luci di Andrea Anfossi. Il Coro del Regio è istruito da Andrea Secchi.

L’opera sarà trasmessa in diretta martedì 13 marzo alle ore 20 su RAI Radio3 e nel circuito Euroradio, inoltre sarà ripresa e trasmessa su Rai5 giovedì 3 maggio alle 21.15.

Per questa produzione utilizzate l’hashtag:

#OrfeoTRT

COMMENTS

  • carlamaria peri

    uno spettacolo che rimane come ricordo memorabile:bravi i cantanti ,i musicisti e il maestro,ma un particolare” bravo”alla coreografia e alla scenografia.

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