Stefano Bollani allo Sferisterio tra opera e Oriente

Il musicista torna a Macerata nel primo weekend del Festival per un concerto dedicato al tema della programmazione 2017 e ai cinquant’anni di due DOC marchigiane: il Verdicchio di Matelica e il Rosso Conero

                                                         Arena Sferisterio, 23 luglio 2017, ore 21

 

Sarà Stefano Bollani il protagonista al pianoforte del concerto di domenica 23 luglio (ore 21) con cui si completa il primo weekend musicale del Macerata Opera Festival allo Sferisterio, dopo il debutto delle nuove produzioni Shi (Si faccia), Turandot e Madama Butterfly.
Bollani, pianista di raro eclettismo e grande versatilità, rappresenta un’espressione particolarmente attuale della musica d’oggi, per la sua vocazione di attraversamento dei generi – dal repertorio classico al jazz – e di trasformazione dal vivo delle più diverse fonti d’ispirazione, nel corso di performance sempre estremamente coinvolgenti.
Il concerto del 23 luglio – dedicato al tema del Festival “Oriente” e al mondo dell’opera – costituisce il momento celebrativo principale dei festeggiamenti organizzati dall’Associazione Arena Sferisterio con IMT (Istituto Marchigiano di Tutela Vini) per i 50 anni di due DOC: il Verdicchio di Matelica e il Rosso Conero. Il legame fra Oriente e vino nelle Marche è intrinseco alla coltivazione stessa, poiché le vigne crescono proprio rivolte a est per la conformazione orografica della regione, le cui valli corrono perpendicolari alla costa.

“Lo Sferisterio e la sua programmazione lirica estiva – sottolinea il sovrintendente dell’Associazione Luciano Messi – si confermano ancora una volta eccellenza del territorio non solo per la qualità delle proposte musicali ma anche per la capacità di attrarre pubblico internazionale e costruire solide reti di contatti con le migliori realtà imprenditoriali e produttive regionali, come quelle rappresentate da IMT. Siamo sempre più convinti infatti che l’esperienza dell’opera sotto le stelle nel nostro meraviglioso teatro acquisti un maggiore valore turistico e di sviluppo se combinata con altre importanti occasioni di scoperta, strettamente legate al territorio; prima fra tutte quella del vino delle Marche: l’anniversario delle DOC del Verdicchio di Matelica e del Rosso Conero e la programmazione musicale condivisa che presentiamo oggi costituiscono quindi uno dei nostri abbinamenti migliori e irripetibili al di fuori dei nostri colli”.

La collaborazione tra l’Associazione Arena Sferisterio e l’IMT, ogni anno sempre più ricca e articolata prevede, durante il Macerata Opera Festival 2017, oltre al concerto di Bollani anche altri appuntamenti che contribuiscono a consolidare il legame fra teatro, turismo e territorio, soprattutto in un momento importante come la prossima stagione estiva, la prima del post terremoto.

I due vini Verdicchio di Matelica e Rosso Conero, prime DOC marchigiane, saranno così protagonisti di un ciclo di aperitivi prima dell’opera allestiti nel punto più alto del teatro, la terrazza del loggione dalla quale si gode un magnifico panorama dai Monti Sibillini al Mare Adriatico. In tutti i weekend dal 21 luglio al 14 agosto il pubblico sarà guidato da un sommelier dell’AIS che racconterà i vini in italiano e inglese, alternando una sera per il Verdicchio e una per il Rosso Conero.

Saranno quindi realizzati 6 concerti esclusivi – inseriti nella programmazione ufficiale del Festival – fra i vigneti delle più belle cantine aderenti al consorzio IMT, per portare l’opera sulle colline marchigiane.

Infine, il programma dei festeggiamenti, realizzato dall’Arena Sferisterio e da IMT, comprende anche una verticale sul Verdicchio di Matelica in cui a ciascuna annata del vino verrà associato un diverso testo di Padre Matteo Ricci (a cura di Filippo Mignini, docente dell’Università di Macerata e fra i massimi esperti ricciani) corrispondente a una diversa fase del suo itinerario in Oriente. Matteo Ricci (Macerata 1552 – Pechino 1610) fu un missionario e intellettuale gesuita (cartografo, matematico, traduttore), importante fautore dell’evangelizzazione in Cina, insigne ambasciatore della cultura Occidentale in Oriente, nonché importatore di innovativi elementi orientali in Europa. Al suo esempio s’ispira il tema del Macerata Opera Festival 2017.

La 53ª edizione del Macerata Opera Festival – nella direzione artistica di Francesco Micheli – guarda infatti a Oriente e, nel magico scenario sotto le stelle dello Sferisterio, presenta tre titoli dal più amato repertorio italiano: Turandot e Madama Butterfly di Giacomo Puccini e Aida di Giuseppe Verdi nonché, per l’inaugurazione (Teatro Lauro Rossi, 20 luglio), la prima assoluta di Shi (Si faccia), opera di Carlo Boccadoro su libretto di Cecilia Ligorio dedicata a Padre Matteo Ricci. Giovedì 3 agosto sarà infine la “Notte dell’Opera”: festa cittadina che colorerà di rosso piazze e vie del centro storico, per una serata magica, misteriosa e affascinante come il tema della Stagione, Oriente.

Stefano Bollani

Stefano Bollani
Musica come enorme gioco da re-inventare in continuazione, da solo o con i compari più diversi. Bollani sale sul palco per imparare ogni sera qualcosa e “perché è più conveniente che pagare uno psicanalista”. Cerca stimoli ovunque, in tutta la musica del passato ma soprattutto esplora il presente, l’attimo, improvvisando a fianco di grandi artisti come il suo nobile mentore Enrico Rava, Richard Galliano, Bill Frisell, Paul Motian, Chick Corea, Hamilton de Holanda. Con lo stesso animo si insinua all’interno di orchestre sinfoniche come la Gewandhaus di Leipzig, la Scala di Milano e l’Orchestre National de Paris facendosi prendere per mano da direttori coraggiosi e entusiasti come Riccardo Chailly, Krjstian Jarvi, Daniel Harding. Insieme al bassista Jesper Bodilsen e al batterista Morten Lund, da 12 anni, cerca il modo di far vivere al pubblico lo stesso divertimento che provano loro ogni qual volta le voci dei loro strumenti si uniscono. Celebra la forma-canzone fianco a fianco con Caetano Veloso e Hector Zazou ma anche insieme a noti conterranei quali Irene Grandi, Fabio Concato, Elio e le Storie Tese. Quando non suona, scrive libri o inventa spettacoli teatrali come Primo Piano, con la Banda Osiris o La regina dada, scritto e interpretato insieme a Valentina Cenni, che oltre a essere una meravigliosa attrice è la donna che vive al suo fianco. In radio, complice quel geniaccio di David Riondino, ha dato vita al Dottor Djembè, onnisciente musicologo che ha sparso semi di ironia e sarcasmo per svariati anni dai microfoni di RadioRai3. In tv, dopo l’esperienza alla corte di Renzo Arbore, si è lanciato per Rai3 in jam-session di parola e musica in due stagioni del suo Sostiene Bollani. Tutto sempre per comunicare gioia. Joy in spite of everything, come recita il titolo di un suo recente lavoro per ECM, prendendo in prestito una frase del grande Tom Robbins.

Comunicato Stampa Skill&Music del 12 aprile 2017

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