Quando gli alunni danno soddisfazione agli insegnanti.

Il lavoro del docente oggi è particolarmente difficile e tortuoso, non solo in ambito burocratico ma bensì nelle tecniche d’insegnamento.

Gli alunni nelle classi sono molti e tutti diversi tra loro, per questo motivo è sempre un incognita riuscire in un progetto ideato all’inizio dell’anno e portarlo a termine.

Alle volte, però, questo accade grazie all’interesse che un docente riesce ad infondere ai suoi alunni, coinvolgendoli e facendo amare loro una materia scolastica ponendola in un modo diverso, evitando di impostare la lezione di Musica esclusivamente sul “flautino”, anche se ancora oggi, in verità,  molti docenti lo fanno.

Lo scrivente, docente di musica presso l’ICS 1 di Selvazzano Dentro (PD) “T. Albinoni”, quest’anno ha voluto modificare un po’ la routine,  partendo proprio da un ambito delle competenze che gli alunni devono acquisire nel corso dei loro studi, ed ha impostato il lavoro su una competenza particolare che dà modo al docente di spaziare  nel suo infondere conoscenze agli stessi: “Imparare ad Imparare” .

Un nutrito gruppo di alunni della classe 2 H dell’IC Albinoni, partendo dal nome della scuola che per i molti era solo un nome comune di persona, ha riscoperto il mondo musicale, e di conseguenza, l’ambito storico-culturale di un periodo molto fecondo della storia della musica.

Proprio su Tomaso Albinoni, di cui la scuola ne porta il nome, alcuni alunni hanno dedicato una ricerca approfondita sul compositore, creandone poi un articolo che di seguito viene pubblicato con grande soddisfazione.

Tomaso Albinoni

Tomaso Albinoni nacque nel 1671 da una facoltosa famiglia veneziana di mercanti di carta. Per le mutate condizioni economiche famigliari sopraggiunte alla morte del padre, avvenuta nel 1709, dovette a suo malgrado abbandonare lo status di dilettante e fare della musica la sua professione. Lo stesso si definì il “Musico di violino, il dilettante veneto”.

Secondo le ultime volontà del padre fu dispensato dall’obbligo, come figlio maggiore, di occuparsi degli affari famigliari, poté così dedicarsi alla musica diventando un apprezzato violinista, insegnante di una rinomata scuola di canto e compositore fecondissimo di opere: serenate , cantate, sonate e concerti per strumento solista, a cui oggi deve maggiormente la sua fama. Tomaso manifestò fin dalla giovane età un grande talento per il canto, ma si orientò maggiormente verso la composizione. Come Mozart, mantenne un atteggiamento molto indipendente; non si conoscono i suoi maestri, tranne Giovanni Legrenzi compositore e organista italiano dell’epoca barocca.

Fu un’esponente di spicco insieme ad A. Vivaldi della formidabile scuola veneziana. Oltre a Vivaldi, Tomaso attirò l’attenzione di Johann Sebastian Bach: scrisse due fughe sui suoi temi e usò i suoi bassi come esercizi da dispensare ai suoi studenti. Albinoni passò la maggior parte della sua vita a Venezia ma si ricordano due suoi viaggi importanti a Firenze e a Monaco nel 1703 e nel 1722, recentemente scoperti grazie al ritrovamento di documenti dell’epoca. A Monaco la moglie Margherita Raimondi si era esibita come cantante d’opera nel teatro di quella città, fu grazie a lei che Tomaso fu invitato ad organizzare le feste musicali per il matrimonio del principe elettore di Baviera, Carlo Alberto e Maria Amalia principessa d’Austria, ultima figlia dell’imperatore Giuseppe I. Per l’occasione compose l’opera “I veri amici ” e la serenata “Il trionfo d’amore”.

Nell’ormai lontano 17 Gennaio 1751, Tomaso Albinoni morì.

Compose 64 Concerti pubblicati , 8 Sinfonie , e 97 fra Sonate e Balletti .

Fra le opere più famose di Albinoni ricordiamo l’ “Adagio in Sol min.” , una delle poche partiture ritrovate delle molte altre che furono perse durante la Seconda Guerra Mondiale.

Noi l’abbiamo ascoltata, queste sono le nostre impressioni:

Alessandro Apostol: “ritengo che questa musica sia inizialmente malinconica, ma ascoltandola fino alla fine si riscontra una certa tendenza alla serenità. Mi ricorda un rischiarire del Sole dopo  una giornata di pioggia”.

Lukas Giusto: “inizialmente trasmette tristezza che pian piano in un crescendo si rallegra, rimanendo comunque molto misteriosa”.

Flavio Orlando: “anche io la penso come Lukas , definendola meno triste però, mi ricorda la notte con il cielo sereno e stellato”.

Gli alunni della classe 2H “IC Albinoni” Selvazzano D. (PD)

Anno scolastico 2016/2017

Grazie ragazzi per il vostro bel lavoro…

Salvatore Margarone

 

Rispondi