Presentazione del progetto di catalogazione e digitalizzazione degli “Abbozzi musicali verdiani”

Un patrimonio culturale di straordinaria importanza diventa accessibile a tutta la comunità scientifica.
Finalmente possibile approfondire in maniera completa la conoscenza della scrittura verdiana.
Un progetto di portata “storica”, da tempo atteso dagli studiosi e dagli appassionati di lirica di tutto il mondo.

 

Roma, 20 Aprile 2017

L’Istituto di studi verdiani nato a Parma nel 1959 per iniziativa del M° Mario Medici diviene nel 1963 ente di diritto pubblico; nel 1989 è denominato “Istituto nazionale di studi verdiani” ed è dal 2002 Fondazione di diritto privato. Dal 2015 è presieduto da M° Nicola Sani.

L’Istituto ha lo scopo di tutelare, valorizzare e diffondere l’opera e la figura di Giuseppe Verdi attraverso una serie di iniziative e di attività. Verdi è figura centrale nella cultura nazionale ed internazionale dell’Ottocento, e la sua opera gode tuttora di una ininterrotta fortuna. La personalità del compositore ed i suoi molteplici interessi emergono dalla sua copiosa corrispondenza. La concezione unitaria del teatro musicale è la caratteristica saliente della drammaturgia verdiana e la sua novità all’interno della tradizione italiana. Il genio verdiano si manifesta anche nella sua capacità di sintesi di esperienze musicali e letterarie provenienti da altre tradizioni: francese, inglese, tedesca e spagnola. L’attività di studio e di ricerca promosse dall’Istituto si realizzano attraverso le sue strutture (Biblioteca, Archivio della corrispondenza, Archivio visivo, Discoteca), attraverso la pubblicazione di periodici e di volumi, l’organizzazione e la realizzazione di congressi e convegni, incontri di studio, corsi in collaborazione con le università ed altri enti culturali, audizioni discografiche, allestimenti di mostre e attraverso la gestione del Premio internazionale Rotary Club di Parma “Giuseppe Verdi”.

Il patrimonio documentario e librario di Giuseppe Verdi conservato a “Villa Verdi”, a Sant’Agata di Villanova sull’Arda (Piacenza), dichiarato di “eccezionale interesse culturale” con decreto del 28 ottobre 2008 dal Direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Emilia Romagna, è costituito da libri, corrispondenza, appunti, partiture, abbozzi e schizzi, frutto dell’attività creativa di uno dei compositori più importanti di tutti i tempi, genio indiscusso ed emblema della cultura musicale italiana e dell’opera lirica nel mondo intero.

Il nucleo documentario più rilevante del patrimonio è costituito dagli Abbozzi musicali, la cui straordinaria importanza per la comunità scientifica è legata all’imprescindibile necessità di poter consultare le fonti primarie in modo da conoscere a fondo il processo compositivo verdiano. La descrizione analitica degli Abbozzi, la cui consultazione non è stata fino ad oggi possibile, consentirà di approfondire le complesse questioni inerenti il dettato poetico e musicale, i libretti, le indicazioni sceniche, oltre ai rapporti con interpreti, impresari, editori, librettisti, copisti, autorità censorie, compositori coevi. Da una prima verifica sulla base dell’elenco sommario esistente è stato riscontrato che gli Abbozzi musicali sono conservati in 17 cartelle, di cui 16 intestate a opere del Maestro, e una definita semplicemente “Carpetta bianca”. Nel complesso è stata riscontrata la presenza di circa 2.700 fogli (5.300 carte), che si presentano in buono stato di conservazione, ad eccezione di un numero esiguo di fogli con evidenti tracce di umidità, da sottoporre a un intervento di restauro.

Le difficoltà di consultazione di tali materiali presso Villa Verdi hanno indotto la Direzione generale archivi del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MiBACT) e la Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Emilia Romagna a intervenire, dando il via a un progetto di ricognizione, verifica, descrizione analitica, digitalizzazione e metadatazione, secondo criteri corretti e aggiornati, degli Abbozzi musicali verdiani, al fine di garantirne l’ottimale conservazione e la pubblica fruizione, che verrà assicurata dall’Archivio di Stato di Parma.

La Direzione generale archivi, che sosterrà interamente con proprie risorse finanziarie questo progetto di portata storica, ha individuato come referente tecnico-scientifico l’Istituto nazionale di studi verdiani, non solo per le sue finalità statutarie, ma anche per il ruolo di indiscusso prestigio e competenza che esso può vantare a livello nazionale e internazionale, come dimostra l’importante compito affidatogli di recente dalla Direzione generale biblioteche e istituti culturali del MiBACT di promuovere l’Edizione nazionale dei carteggi e dei documenti verdiani.

“È un traguardo di grande rilevanza – sottolinea Gino Famiglietti, direttore generale archivi – non solo per l’importanza che riveste per tutta la comunità scientifica nazionale ed internazionale, che da tempo chiedeva di poter avere accesso alla conoscenza degli abbozzi verdiani, ma anche perché restituisce la piena conoscenza della produzione artistica di una figura centrale per l’identità culturale del nostro Paese, quale quella di Giuseppe Verdi”.

In questa occasione l’Istituto Nazionale di Studi Verdiani rivolge un pensiero riconoscente al Prof. Pierluigi Petrobelli, a lungo direttore dell’Istituto, a cui tanto devono la ricerca e la musicologia verdiana. Oggi, anche grazie alla sua determinante azione propulsiva, diventa finalmente possibile tracciare un quadro completo della produzione musicale e letteraria del genio di Busseto.

Nicola Sani
Presidente dell’Istituto Nazionale di Studi Verdiani

 

 

Didascalie immagini: ©Istituto Nazionale di Studi Verdiani

 

  1. Tavola 6 DELLA SETA, Fabrizio (a cura di), La Traviata : schizzi e abbozzi autografi, Parma, Istituto Nazionale di Studi Verdiani, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Comitato per le Celebrazioni Verdiane 2001.
  2. VERDI, La traviata, partitura autografa, f.221: un passo dal Largo nel Finale Secondo (N.7, battute 719-723). Nella revisione del 1854 Verdi cambiò la battuta 721 nelle parti di Violetta (pentagramma evidenziato a margine col n. 1), dei violini primi e secondi, viole, oboi e clarinetti (pentagrammi 1-3 e 6-7 dall’alto), e dei violoncelli e contrabbassi (ultimo pentagramma in basso). Nelle battute 722-723 Verdi modificò le parole di Violetta(che in origine ripeteva “Dio ti salvi allora”) la versione originale corrispondeva a quella dell’abbozzo (cfr. N. 7, e, battute 32-34). È anche visibile un foglietto di istruzioni di Verdi ai copisti di Casa Ricordi.
  3. Frontespizio del Rigoletto, nuova ed. riv., Milano, Tito di Gio. Ricordi, [1865?]/[tim. 1865], n. ed. 23071-23090, 244 pp., 35 cm, [a?]. (Donazione Scalvini).
  4. Macbeth, variante alla 1. ed., Milano, Ricordi, post 1851 (Istituto Nazionale di Studi Verdiani).
  5. Lettera di Verdi a Boito del 15.05.1894.

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