L’Orchestra della Calabria si dilegua al Premio Di Stefano di Taormina.

I grandi artisti abbandonati dall’Orchestra della Calabria durante le premiazioni e le esibizioni previste al Premio Internazionale Giuseppe Di Stefano al Teatro Antico di Taormina. Salta la Cavalleria Rusticana.

 

La manifestazione e il relativo ambito premio in titolo è stata creata appositamente per celebrare il decennale della scomparsa del famoso tenore, Giuseppe Di Stefano, soprannominato “Pippo” dagli amici, e divenuto celebre per la sua voce inimitabile, espansiva e generosa ma allo stesso tempo con tinte chiare e sensuali, capace di fraseggi seducenti, dizione chiarissima, e per molti anni partner musicale preferito dalla Callas.

Serata molto attesa quindi quella dello scorso 22 agosto 2018 in occasione dell’evento che ha avuto come protagonisti numerosi nomi famosi del mondo della lirica, e il Coro Lirico Siciliano.

E’ risaputo che gli strumenti orchestrali sono molto sensibili alla pioggia. Anche poche gocce posso irrimediabilmente danneggiarli, e in occasione di spettacoli all’aperto, come in questo caso, la rappresentazione viene immediatamente sospesa.  Il tempo incerto ha creato qualche intoppo sin dall’inizio di questa serata, ma solo qualche nuvola passeggera che ha interrotto e ritardato lo spettacolo per un paio di volte. Se la situazione atmosferica lo consente è d’uso, in tutti i teatri all’aperto, attendere lo stabilizzarsi del tempo, e così è stato anche in questo caso. Tuttavia al rientro definitivo di tutti gli artisti il pubblico presente ha constatato che Orchestra e Direttore erano spariti dal palcoscenico senza nessun annuncio.

Data l’importanza della serata e la relativamente breve interruzione, riteniamo che l’Orchestra della Calabria non avrà in futuro molte opportunità lavorative dopo aver dimostrato una totale assenza di professionalità, al contrario dei loro colleghi: infatti, il Coro Lirico Siciliano e gli artisti invitati hanno aspettato pazientemente l’evolversi del meteo per dare seguito alla kermesse. Mai avevamo assistito a un simile sgarbo nei confronti di colleghi e di pubblico pagante.

Chiaramente, essendo prevista una scaletta molto rigida e non essendo presente il comparto musicale, gli organizzatori hanno dovuto adattare quel che restava in ciò che è risultato un evento ai limiti del grottesco, ma tutto sommato divertente.

Per stemperare la defezione dell’ultimo minuto dell’orchestra il M° Francesco Costa, direttore del Coro Lirico Siciliano, con grande professionalità e maestria ha guidato l’esecuzione a cappella del Va Pensiero dal Nabucco di G. Verdi, riscuotendo un grande plauso del pubblico presente; subito dopo la premiazione si è dipanata in un’unica soluzione, con gli artisti protagonisti della serata: Raffaella Angeletti (soprano), Maria Dragoni (soprano), Elisabetta Fiorillo (mezzosoprano), Alberto Mastromarino (Baritono), Rudy Park (tenore), Giuseppina Piunti (soprano), Ramona Tullumani (soprano), Giovanna Casolla (soprano).

Mancavano all’appello diversi altri nomi di spicco annunciati, tra cui Ezio Bosso, Fiorenza Cossotto, Cecilia Gasdia e Nicola Martinucci: non si sa se hanno rinunciato o cosa. Anche la presentazione era inizialmente  affidata a Enrico Stinchelli sostituito all’ultimo momento dal M° Francesco Costa.

Un vero peccato che, per colpa dell’assenza dell’orchestra, questi grandi nomi della lirica non abbiano potuto esibirsi nelle performances previste e soprattutto nella Cavalleria Rusticana preparata appositamente per l’occasione, che, come annunciato dallo stesso M° Costa, sarà riproposta in data da destinarsi ed ha invitato il pubblico gradito ospite presente ad assistervi in un prossimo futuro.

Un grande plauso va al soprano Giovanna Casolla che con la sua schiettezza tipicamente partenopea, ha esternato in diretta tutto il suo disappunto nei riguardi dell’atteggiamento del Direttore (per motivi a noi sconosciuti sostituito all’ultimo momento e di cui non conosciamo il nome) e dell’Orchestra della Calabria.

Come lei stessa ha fatto notare, in casi analoghi come spesso succede per esempio all’Arena di Verona, tutti gli orchestrali attendono pazientemente anche fino alle 2 della notte pur di garantire la soddisfazione del pubblico pagante.

Simpaticamente i cantanti invitati sul palco hanno poi intonato a cappella il Brindisi dalla Traviata insieme al Coro, suggellando così in maniera ironica il funesto epilogo  della serata.

Grandi applausi anche per il piccolo Coro di Bambini di Taormina, diretto da Ivan Lo Giudice, che ha intrattenuto gli ospiti in attesa.

Una serata dunque decisamente fuori dell’ordinario, che ha sancito la professionalità e la bravura in primis del Coro Lirico Siciliano, e dei grandi cantanti sul palco, ma non certo quella di un’orchestra che, per le poche note che siamo riusciti a sentire (l’ouverture della Norma), ci è sembrata improbabile e quasi improvvisata, poco più che una banda di paese.

 

di Salvatore Margarone e Federico Scatamburlo

 

COMMENTS

  • Francesco mariozzi

    Sono il primo Violoncello dell’ OFC .
    Dopo aver letto questo articolo mi sento rattristato e offeso,lo ritengo denigratorio,offensivo ,gratuito verso la nostra istituzione.
    Un orchestra che rappresenta una regione intera, importante, ricca di storia ,Arte e tradizione musicale.
    Ma ritornando alla serata di ieri
    Volevo precisare che noi Maestri, professionisti della musica ,non ci siamo dileguati.
    Abbiamo fatto una scelta obbligatoria, indiscutibile e imprescindibile.
    Le condizioni metereologiche non ci hanno permesso.
    Abbiamo dovuto preservare I nostri strumenti .
    Per ben due volte (due sono stati I tentati di suonare e di godere di una bellissima musica) subendo pioggia sui nostri costosi strumenti ,premetto che il mio e’ un violoncello M .CAPICCHIONI il mio arco e’ un A.LAMY.
    Tra pioggia e fortissima umidita’ abbiamo valutato e ritenuto di non andare avanti.
    Penso che Sarebbe stato opportuno e giusto da parte del organizzazione informare e spiegare al pubblico I problemi che si possono creare sugli strumenti ad arco in caso di umidita’ e pioggia ,e non condannare impietosamente un orchestra cosi prestigiosa e talentuosa.

    • Redazione

      Gentilissimo Maestro, ci agganciamo al suo gradito commento in quanto ci sentiamo in dovere di fornire una precisazione a risposta a tutti i commenti ricevuti. In quanto giornalisti, critici musicali e spettatori ci siamo limitati a relazionare su quanto visto e sentito. Stante le opinioni diverse ricevute e su tutte le quali rileviamo ragion veduta ognuna per il proprio punto di vista, concordiamo con Voi per il potenziale danno che potevano subire i vostri preziosi strumenti e il disagio in cui vi siete trovati a suonare. Per questo motivo abbiamo anche chiesto un comunicato stampa all’ente, che non ci è stato fornito. Quel che ne è risultato è stato dunque un mero punto di vista da spettatori esclusivamente riferito al contesto in cui ci siamo trovati e ci rendiamo conto delle pessime condizioni in cui avete tentato di esibirvi. La mancata spiegazione pubblica ha fatto sì che si arrivasse a tanto. Per dimostrarVi la nostra buona fede e imparzialità, restiamo disponibili, qual ora lo riteniate opportuno, a pubblicare una nota esplicativa da parte Vostra.
      A disposizione, saluti cordiali.

  • Barbara Salmeri

    Se i commenti vengono censurati perchè lasciata la bacheca ben visibile?

  • donato de sena

    articolo insensato ….articolo che tralascia da dire che tutti gli strumenti ad arco si rovinano con la pioggia…con l umido … ….che i clarinetti e i fagotti anche loro essendo di legno si gonfiano …che l arpa …che…ect…ect…articolo inutile

  • Barbara Salmeri

    A ragion devero e visto che io c’ero non è proprio andata cosí come descritto nell’articolo. L’orchestra ë entrata 2 volte e 2 volte é dovuta uscire per la pioggia, per non interrompere lo spettacolo e rimbofsare i biglietti al pubblico pagante il coro siciliano e il resto degli artisfi si è esibito in qualche brano il tutfo per mantenere lo spettacolo fino ad un orario che potesse giustificare il NON rimborso dei biglietti venduti. Stendo un velo pietoso sull’esibizione…nota di pregio invece va verso i bambini.

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